C’è un’area della medicina che, per lunghi anni, è stata circondata da un muro di silenzio, imbarazzo e falsi miti: la proctologia. Questa branca della chirurgia si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie a carico dell’ano e del retto. Nonostante si tenda a parlarne malvolentieri, i disturbi colorettali colpiscono una percentuale altissima della popolazione globale almeno una volta nella vita.
Tra le problematiche più frequenti che spingono i pazienti a superare la timidezza e a prenotare una visita specialistica ci sono, senza dubbio, le emorroidi e le ragadi anali. Sebbene spesso confuse tra loro a causa di una sintomatologia simile, si tratta di due condizioni ben distinte che richiedono approcci terapeutici differenti.
Il proctologo è lo specialista a cui affidarsi quando compaiono sintomi quali dolore, sanguinamento, prurito o alterazioni delle abitudini intestinali. Molti rimandano la visita per timore del dolore o per pudore, ignorando che la diagnosi precoce è fondamentale non solo per risolvere rapidamente il fastidio, ma anche per escludere patologie più severe. Una visita proctologica moderna è generalmente indolore e si svolge in un clima di totale rispetto della privacy del paziente.
Le emorroidi non sono una malattia in sé, ma strutture anatomiche normalmente presenti: si tratta di cuscinetti di tessuto vascolare ricchi di vasi sanguigni, situati nel canale anale, che contribuiscono alla continenza fecale. Parliamo di “malattia emorroidaria” quando questi cuscinetti si infiammano, si gonfiano o scivolano verso l’esterno (prolasso).
La comparsa della patologia emorroidaria è multifattoriale. Tra i trigger principali troviamo:
Le emorroidi si dividono in interne (situate sopra la linea pettinea, spesso indolori ma inclini al sanguinamento) ed esterne (visibili e sottocutanee, frequentemente dolorose). I sintomi cardine sono il sanguinamento di colore rosso vivo (visibile sulla carta igienica o nel WC), il prurito, il senso di pesantezza e il dolore, specialmente in caso di trombosi (quando si forma un coagulo di sangue all’interno del gavocciolo).
Se le emorroidi sono paragonabili a “varici”, la ragade anale è a tutti gli effetti una ferita. Si tratta di una piccola lacerazione lineare della cute che riveste l’orifizio anale.
A differenza delle emorroidi, il sintomo dominante della ragade è un dolore acuto, lancinante, spesso descritto come un “taglio con un pezzo di vetro”. Questo dolore segue tipicamente tre fasi:
Insorge violentemente durante il passaggio delle feci.
Si attenua leggermente subito dopo l’evacuazione.
Ricompare dopo pochi minuti, diventando sordo, pulsante e persistente per ore.
Questo accade perché il dolore stimola uno spasmo involontario dello sfintere anale interno. Lo spasmo riduce l’afflusso di sangue alla ferita, impedendone la corretta cicatrizzazione e creando un circolo vizioso vizioso: dolore – spasmo – mancata guarigione – ulteriore dolore.
| Caratteristica | Emorroidi | Ragadi Anali |
| Tipo di Dolore | Sordo, costante (acuto solo in caso di trombosi). | Acuto, lancinante durante e dopo la defecazione. |
| Sanguinamento | Frequente, rosso vivo, a volte a gocce. | Presente, ma solitamente in scarse quantità (striature). |
| Natura del disturbo | Rigonfiamento vascolare / Prolasso. | Lacerazione cutanea / Ferita. |
La salute proctologica si costruisce a tavola. È fondamentale mantenere le feci morbide attraverso:
• Un apporto giornaliero di almeno 25-30 grammi di fibre (frutta, verdura, legumi, cereali integrali).
• L’assunzione di almeno 1,5 – 2 litri di acqua al giorno.
• Una regolare attività fisica per stimolare la motilità intestinale.
• Evitare l’uso eccessivo di spezie, insaccati, alcol e caffè, che possono irritare le mucose.
La salute proctologica si costruisce a tavola. È fondamentale mantenere le feci morbide attraverso:
Per le emorroidi si utilizzano pomate locali cortisoniche o anestetiche (per brevi periodi) e integratori flavonoidi per rinforzare le pareti dei vasi. Per le ragadi, la terapia mira a rilassare lo sfintere: si utilizzano pomate a base di nitroglicerina o bloccanti dei canali del calcio, abbinate a caldi lavaggi terapeutici (escluso il ghiaccio, che aumenta lo spasmo).
Quando la terapia medica fallisce, la proctologia moderna offre soluzioni mirate. Per le emorroidi si va dalla legatura elastica o la scleroterapia (per i gradi iniziali) fino a interventi chirurgici come la proctoressi laser o l’emorroidectomia tradizionale per i casi più gravi. Per le ragadi croniche, l’intervento d’elezione è la sfinterotomia laterale interna o la bonifica chirurgica con laser, volte a ridurre l’ipertono muscolare e permettere la guarigione definitiva.
Nota di consapevolezza: Non fare mai affidamento sull’autodiagnosi. Il sanguinamento anale può essere la spia di patologie più severe, inclusi i polipi o il tumore del colon-retto. Consultare un proctologo è il primo e più importante passo verso la guarigione e la serenità.
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