Disturbi Primari del Linguaggio (DPL): Cosa sono e come riconoscerli
I Disturbi Primari del Linguaggio (DPL) rappresentano una delle sfide più comuni nello sviluppo infantile. Si manifestano quando Un bambino fatica ad utilizzare una o più aree del linguaggio verbale orale, uno sviluppo cognitivo adeguato e l’assenza di patologie neurologiche.
In Italia, circa il 7% dei bambini in età prescolare presenta difficoltà riconducibili ai DPL. Comprendere la differenza tra un semplice ritardo e un disturbo strutturato è fondamentale per un intervento efficace.
Il primo segnale che allarma i genitori è spesso il confronto con i coetanei. In ambito clinico, definiamo Late Talkers (o “parlatori tardivi”) i bambini che:
Nota bene: Sebbene molti “parlatori tardivi” recuperino spontaneamente entro i 3 anni (i cosiddetti Late Bloomers), una valutazione logopedica precoce è essenziale per monitorare i prerequisiti comunicativi, come il contatto oculare e la capacità di indicare.
Molti bambini con DPL mostrano difficoltà specifiche nella produzione dei suoni. Non si tratta di pigrizia, ma di una sfida nell’organizzare i fonemi all’interno della parola.
I segnali tipici includono:
Oltre ai suoni, il Disturbo Primario del Linguaggio può colpire la morfologia e ludoterap. In questo caso, il bambino fatica a costruire frasi complete e corrette.
Gli errori più frequenti riguardano:
Questi deficit, se non trattati, possono avere un impatto sulla futura alfabetizzazione e sugli apprendimenti scolastici.
Perché rivolgersi a un logopedista?
L’intervento logopedico non serve solo a “insegnare a parlare”, ma a fornire al bambino le strategie per comunicare efficacemente. Un DPL non trattato può evolvere in Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), come la dislessia o la disortografia, poiché le basi del linguaggio orale sono le fondamenta della lettura e della scrittura.
Campanelli d’allarme da non ignorare:
Età | Segnale di attenzione |
12 mesi | Assenza di lallazione o gesti comunicativi. |
24 mesi | Vocabolario ridotto a pochissime parole. |
30 mesi | Difficoltà a comprendere ordini semplici senza gesti. |
36 mesi | Frasi non strutturate o linguaggio incomprensibile. |
Il linguaggio è la porta d’accesso alle relazioni sociali. Riconoscere precocemente un Disturbo Primario del Linguaggio permette di intervenire con un supporto logopedico e interventi di linguaggio basati sul gioco, garantendo al bambino gli strumenti necessari per esprimere il proprio potenziale.
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