HPV: Prevenzione, Diagnosi e Importanza della Vaccinazione

Il Papilloma Virus Umano (HPV) è una famiglia di virus molto diffusa che può infettare la pelle e le mucose oggi ne parliamo con il nostro Ginecologo il Dott. Alberto Ponili

Cos’è l’HPV?

L’HPV è una famiglia di virus che comprende oltre 200 tipi differenti. Di questi, circa 40 possono infettare l’area genitale, e alcuni sono considerati ad alto rischio perché associati a tumori come:

  • Cancro del collo dell’utero (il più comune legato all’HPV).
  • Cancro anale.
  • Tumori della bocca e della gola.
  • Cancro del pene e della vulva.

Altri tipi di HPV causano lesioni benigne come le verruche genitali.

La trasmissione dell’HPV si trasmette prevalentemente attraverso i rapporti sessuali, inclusi quelli orali e anali, teoricamente sarebbe possibile anche attraverso l’utilizzo condiviso di biancheria intima contaminata. In casi rari, l’infezione può essere trasmessa dalla madre al neonato durante il parto.

 Può essere contratto anche con il contatto diretto della pelle nella zona genitale, rendendo l’uso del preservativo un metodo di protezione parziale, ma non completo.

Quanto è frequente l’infezione da HPV?

L’infezione da papillomavirus è la più comune tra le infezioni sessualmente trasmesse. La sua diffusione è facilitata dall’assenza di sintomi: molte persone non sanno di essere infette. Si stima che:

  • Fino al 70-80% dei soggetti sessualmente attivi contragga un’infezione da HPV nel corso della vita.
  • Fino al 50% si infetti con un tipo oncogeno.

 

Fortunatamente, nella maggioranza dei casi, il sistema immunitario umano riesce a eliminare l’infezione in modo spontaneo entro 2-3 anni. In particolare:

  • L’80-90% delle infezioni si risolve naturalmente senza conseguenze.
  • Le infezioni a basso rischio oncogeno guariscono nel 90% dei casi.
  • Le infezioni ad alto rischio oncogeno si risolvono spontaneamente nel 70% dei casi.


Tuttavia, il 20-30% delle donne HPV-positive presenta infezioni multiple con più sierotipi del virus. La fascia di popolazione più a rischio è quella dei giovani tra i 14 e i 19 anni, coincidente con l’inizio dell’attività sessuale.

Nelle donne sane, dotate di un sistema immunitario efficiente, l’infezione da HPV viene spesso contrastata prima che possa causare danni. Purtroppo, in alcuni casi, il virus persiste e, in condizioni favorevoli, può indurre lentamente trasformazioni cellulari che portano allo sviluppo di tumori, in particolare al collo dell’utero.

I numeri in Italia

Ogni anno, in Italia, si registrano circa 3.000 nuovi casi di tumori al collo dell’utero, la maggior parte dei quali è riconducibile a infezioni da HPV ad alto rischio oncogeno. Altre neoplasie correlate al papillomavirus, come i tumori anali o della cavità orale, sono più rare ma comunque significative.

Grazie all’introduzione del vaccino bivalente e quadrivalente, è previsto un calo significativo di questi numeri nei prossimi anni. È importante sottolineare che solo l’1% delle donne con infezione da HPV ad alto rischio sviluppa un cervicocarcinoma. La persistenza del virus nel tempo è uno dei principali fattori che aumentano il rischio di lesioni precancerose e di progressione tumorale.

Circa l’1% delle donne positive per HPV ad alto rischio oncogenico sviluppa una neoplasia della cervice uterina. Dal momento del contagio all’insorgenza del cancro cervicale intercorre un periodo di latenza di diversi anni, generalmente almeno un decennio. Durante questo periodo, la donna non manifesta sintomi particolari, motivo per cui l’identificazione precoce dell’infezione, tramite Pap-test e HPV-DNA test, permette interventi tempestivi per prevenire l’evoluzione in neoplasia.

Circa l’1% degli adulti sessualmente attivi negli Stati Uniti presenta verruche genitali, che rappresentano una delle più comuni malattie sessualmente trasmesse, seconda solo alla vaginite. Tra l’1 e il 5% degli individui infetti da HPV sviluppa verruche genitali, che a volte possono essere talmente piccole da risultare difficili da individuare. Queste lesioni, sebbene fastidiose, sono generalmente benigne e non associate a un rischio oncogeno, salvo co-infezioni con ceppi di HPV ad alto rischio.

Le infezioni da HPV risultano più frequenti nella popolazione sieropositiva (HIV), negli uomini omosessuali e bisessuali e nei soggetti immunocompromessi. Tra i fattori di rischio vi sono il fumo di sigaretta, l’uso prolungato di contraccettivi orali e l’abuso di alcol e droghe, spesso legati a comportamenti sessuali a rischio.

Perché è importante la vaccinazione?

Il vaccino contro l’HPV è altamente efficace nel prevenire le infezioni da ceppi del virus ad alto rischio e da quelli che causano le verruche genitali. Vaccinarsi è importante perché:

  • Previene i tumori: i vaccini approvati proteggono contro i tipi di HPV responsabili della maggior parte dei tumori cervicali e di altri tumori correlati.
  • È sicuro ed efficace: studi clinici hanno dimostrato che il vaccino è sicuro e offre una protezione duratura.
  • Riduce la diffusione del virus: vaccinando una larga parte della popolazione, si riduce la circolazione del virus, proteggendo anche chi non può vaccinarsi.

La vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV) rappresenta uno strumento fondamentale per prevenire infezioni potenzialmente oncogene e proteggere la salute a lungo termine, contribuendo a ridurre l’incidenza di tumori e altre malattie correlate.

L’età ideale per vaccinare i ragazzi e le ragazze è dai 9 ai 14 anni poiché il vaccino è più efficace se somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale, possono vaccinarsi anche gli adulti su consiglio del medico.

 

Diagnosticare precocemente un’infezione da HPV è essenziale per prevenire complicazioni e monitorare la salute in modo efficace: sottoporsi regolarmente a controlli ginecologici e seguire i consigli del proprio medico sono passi fondamentali per proteggere il proprio futuro.


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