Settembre, periodo di ambrosia

Originaria del Nord America, giunta in Europa probabilmente come contaminante di carichi di sementi, è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Composite molto infestante e, pertanto, con un ampio spettro di sviluppo.

La Lombardia risulta essere la regione italiana con maggiore presenza di Ambrosia, della quale probabilmente l’aeroporto internazionale della Malpensa – con le relative tratte – ha avuto una importante funzione di incubatore e di vettore.

L’Ambrosia fiorisce generalmente tra fine luglio e fine settembre, trovando il picco massimo di concentrazione a settembre come si evince dai recenti bollettini pollinici sottostanti:

Fonte a cura del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria – ATS Milano Città Metropolitana

Tale pianta assume un ruolo di rischio potenziale per tutti i soggetti sensibili a causa dell’elevata quantità di polline prodotta, causando in loro i più comuni segni e sintomi tipici dell’allergia: rinite, congiuntivite, asma, eczema o dermatite, ipersensibilità, fino ad arrivare a casi più gravi in cui si sviluppano fenomeni asmatici.

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Ma il problema non è solo l’ambrosia

A prescindere dal “problema ambrosia”, il protrarsi di temperature miti o al di sopra della media stagionale, la continua presenza di vegetazione non autoctona e la diminuzione di precipitazioni piovose stanno aumentando l’incidenza, il periodo e l’origine dello scatenarsi di episodi allergici.

Inoltre, negli ultimi anni la casa è diventata molto spesso il fulcro delle attività famigliari: dal lavoro agile (smart working), alla didattica a distanza fino alla “home fitness”: in linea con queste nuove abitudini, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha approfondito il tema “Qualità dell’aria tra le mura domestiche”, sottolineando come tra le mura di casa sia presente una concentrazione di inquinanti spesso maggiore rispetto all’ambiente esterno.

Nelle abitazioni ed in qualsiasi ambiente chiuso, infatti, alterati livelli di umidità e di particolato (particelle, come pollini e spore) possono causare importanti problemi di natura allergica, come ad esempio riniti e secchezza oculare. Quindi, anche i condizionatori e gli impianti di riscaldamento possono diventare veicolo di diffusione di inquinanti come muffe, batteri e polveri.

Meritano anche una menzione le allergie ai farmaci, i cui sintomi caratteristici possono essere cutanei – come orticaria e gonfiore delle mucose (angioedema) – oppure sistemici, quando coinvolgono l’apparato respiratorio e cardiovascolare, fino a sfociare nel più raro shock anafilattico, con esiti anche fatali.

In questo periodo, poi, è ampio il dibattito sulla vaccinazione anti COVID19 e reazioni avverse: in linea generale, i pazienti che hanno avuto risposte allergiche gravi a diversi farmaci ma non hanno effettuato un percorso allergologico di conferma del meccanismo sottostante la reazione allergica sono quelli che necessiterebbero di una valutazione allergologica prima di arrivare al momento della vaccinazione.

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I nostri consigli e la nostra risposta allergologica a 360° per gestire i Pazienti a rischio di reazioni allergiche

  1. Sottoporsi ad una visita Specialistica Allergologica: è utile ed indispensabile per una corretta attività di prevenzione, diagnosi e trattamento delle allergie, patologie immunitarie caratterizzate da ipersensibilità verso particolari sostanze, e delle malattie ad esse correlate. Nel nostro Poliambulatorio sarà inoltre possibile completare la visita sottoponendosi a prick test inalanti e/o alimenti, a spirometria semplice o con test di reversibilità. Anche i pazienti con sospette allergie a farmaci e quelli rimandati dai Centri Vaccinali COVID19 in attesa di riscontro allergologico, potranno essere sottoposti a visita Specialistica ai fini della valutazione di idoneità per l’inoculazione.
  2. Pulire i filtri degli impianti di riscaldamento e raffrescamento: è necessario controllare e pulire periodicamente i filtri che purificano l’aria da polvere e batteri, per evitare che questi siano veicolati nell’aria
  3. Umidificare l’aria: livelli bassi di umidità possono provocare problemi di secchezza oculare, della pelle e irritazione nasale
  4. Mantenere le stanze ed i locali arieggiati: creare correnti d’aria più volte al giorno per almeno 5 minuti
  5. Purificare l’aria: utilizzare dei purificatori d’aria e mantenere pulito l’arredo, i tappeti ed i tessuti, per evitare la proliferazione di acari, polveri ed altri allergeni.

Per info e Prenotazioni:

CENTRO MEDICO SAN MAGNO

Via San Domenico, 1

Legnano (Mi)

Tel. 0331 02.83.38

Cell. 345 927.83.08

Mail: info@centromedicosanmagno.it

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